grazie mille. Ecco il continuo:

La mia vita teen-agers era veramente assai movimentata.Nella mia vita avevo dei punti fermi come i miei genitori, mia sorella Michela e la mia migliore amica Alizèè...ma di certo non erano le ragazze.
Ultimamente uscivo con una certa Faith, una biondina di un paio di anni più
piccola di me conosciuta al cinema.

Mia sorella al contrario sembrava essersi definitivamente stabilizzata con Jimmy. Il suo ragazzo nerd.
Lo aveva persino presentato a mamma e papà che lo avevano chiaramente approvato subito.

Intanto la nostra miciattola Ghirlanda era cresciuta diventando proprio una bellissima gatta

L'unico difetto dell'avere la sorella fidanzata è che quando vuoi farti una partita a tekken alla play in santa pace trovi il salotto occupatto da Miche e Jimmy abbracciati che dibattono amabilmente su film culturali come 'la corazzata potemkin' che io conosco solo grazie al film di Fantozzi xD

Non resta altro da fare che giocare a poker con papà.

Finalmente ci siamo...è arrivato il giorno del mio compleanno. Di conseguenza anche di quello di Michela.
Oggi compiamo 20 anni.
I festeggiamenti non sono stati poi così intensi, solo la nostra famiglia e stop. Alizèè purtroppo era impegnata in un viaggio a Roma col suo ragazzo...già...ora ha il ragazzo..ma da quel che lei mi dice non credo che lui la tratti davvero come meriterebbe di essere trattata.


Eccomi da adulto for you:

Mia sorella Michela cresciuta:

Nei mesi avvenire io avevo trovato un posto di lavoro in un giornale. Non che la mia mansione fosse particolarmente soddisfacente o remunerativa...ma speravo in una promozione. Alizèè si era lasciata da Rick lo stronzo. L'aveva trovato a letto con la vicina ballerina di un night club.
Michela si era invece fidanzata e passava il suo tempo a scegliere abiti, bomboniere, etc...
ma purtroppo la calma apparente prima o poi viene spazzata via da un evento infausto.
mia madre si era addormentata serenamente per non svegliarsi più.
Io e mia sorella eravamo distrutti.

Come al solito di fianco a me c'era Alizèè. Appena saputa la notizia era subito corsa a casa mia per potermi dare una spalla su cui piangere.
Ma in fondo Alizèè è sempre stata così, pronta ad aiutarmi quando ne avevo bisogno...

In questi anni era diventata ancora più bella...mi sorprendevo che una come lei non fosse già sposata...chiunque avrebbe fatto a gara per averla per tutta una vita. Oltre che bella fuori era bellissima dentro.

Ma se io e Michela stavamo male per la dipartita di mamma Hanna...mio padre stava anche peggio. In questi giorni non aveva toccato cibo nè chiuso occhio.
Io e mia sorella eravamo naturalmente preoccupati. Alla fine decidemmo di consulatare un medico...

Le parole del medico furono dure
"Vostro padre è talmente sconvolto dalla morte di sua moglie che sta cercando di farsi morire...vuole raggiungere la consorte anche nell'inconcio...sarà una lunga strada e vi consiglio di tenerlo d'occhio"
Ma evidentemente tutte le attenzioni mie e di mia sorella sono state vane...è morto di crepacuore qualche giorno dopo.

[Trichio di merda!!!!!! n.d.A.]

Quella casa iniziava ad essere troppo carica di ricordi spiacevoli.
Decisi di trasferirmi nella vecchia casa appartenuta a mia nonna. Alizèè mi aveva chiamato qualche giorno prima del trasferimento
"Ho avuto una pesante discussione con mia madre...me ne sono andata di casa..." mi aveva riferito.
Così io mi ero offerto di ospitarla da me. In fondo mi faceva comodo una coinquilina per dividere le spese dato che mia sorella si sarebbe sposata nell'arco della settimana.

La casa l'arredai per di più io ma Alizèè contribuii con molti oggetti, sopramobili etc...per abbellire la dimora. chiaramente la sua camera l'aveva arredata di suo gusto.
In ogni caso la convivenza andava avanti piuttosto bene per il momento. Ognuno aveva i suoi spazi e ci eravamo equamente divisi i compiti. Io rigovernavo e lei cucinava. L'unica cosa che protava a qualche bisticcio erano i miei calzini, boxer e jeans sparpagliati un pò in tutta casa.
stamani dormivo beato avvolto tra le mie lenzuola che ancora odoravano di nuovo quando Alizèè è entrata in camera come un tornado
"IAN!!!!!! Porca miseria ma sei ancora a letto?? E' il matrimonio di tua sorella...pensavo ti stessi vestendo! Diamine alzati subito!"
Oddio...me ne ero dimenticato!
Alizèè mi tirò via le coperte, aprì l'armadio e mi lanciò addosso l'abito da cerimonia. Io ero ancora mezzo assonnato ma lei, fasciata in quell'abito aderente, quei capelli tirati indietro lascaiti sciolti, la rendevano quasi una visione..."non stare lì impalato! Non posso mica vestirti io!"
"magari potresti svstirmi!"
"scemo!" rispose lei tirandomi addosso pure la scarpa.
Non sapevo nemmeno io perchè diamine avessi fatto quella battuta...non mi ero mai rivolto ad Alizèè in quei termini.
In ogni caso non ci fu tempo di pensare oltre. Mi feci una doccia, mi vestii velocemente e corsi verso la macchina.
Arrivati alla cerimonia non c'era molta gente, solo noi e altri parenti ed alcuni amici.
La cerimonia fu breve ma molto romantica.
Alizèè uardava l'altare con il classico scintillio negli occhi che tutte le donne hanno in dotazione...Ahhh...chissà che ci trovano in un paio di fedi!


Dopo la cerimonia, causa il recente lutto, non era stato organizzato niente. Solo una piccola festicciola privata per noi quattro.
Ovviamente questa si svolse nella mia nuova casa.

L'alcool era corso a fiumi e in preda ai fumi alcolici ci eravamo lanciati in danze romantiche e sopratutto dal massimo contatto fisico...ovviamente io ballai con Alizèè essendo lei l'unica invitata...ma chissà se poio non ci avrei ballato comunque anche con altri 1000 invitati.

Quando i novelli sposi se ne andarono io e Alizèè non avevamo ancora smesso di volteggiare per la stanza. Ogni tanto ci pestavamo i piedi e facevamo l'imitazione di fred e Ginger. Ridevamo come pazzi
"guarda qua che giravolta che ti faccio fare!! Sono un ballerino nato!"
"Stai attento piuttosto a non azzoparmi anchhe l'altro piede...ahahahah"

Ma qualcosa era cambiato... l'atmosfera da scherzosa si era fatta calda... mi sentivo terribilmente attrattto da alizèè...era come se una forza superiore mi volesse in ogni modo attirare verso di lei, verso quelle labbra carnose, verso quel mare di sensualità che traspariva da lei.
Lei mi guardavva con una strana luce negli occhi ed ionon ero da meno...non so se era per l'alcool..ma la baciai.

Galeotto fu quel bacio...la trascinai in camera, accecato dalla passione, dal desiderio. Lei si stese sul letto e la feci mia.

Quando la mattina seguente mi svegliai lei non era nel letto.
Alla luce del giorno, senza l'alcool nel sangue...mi pentii di ciò che avevo fatto. Non perchè non fosse stata una notte magnifica...ma perchè temevo che questo avrebbe rovinato la nostra amicizia a cui io tenevo più di ogni altra cosa. Mi erosempre vietato di pensare a lei in quei termini. Alizèè meritava di più di un Don Giovanni com'ero io.
Mi alzai svogliatamente dal letto e andai nel frigo per mangiare qualcosa. Avevo un mal di testa allucinante....

Alizèè arrivò in quel momento. Appena mi vide chhinò il voltò per cercare di nascondere il rosso che infiammava le sue guancie. Si sentiva in imbarazzo...come anche io daltronde.
"buongiorno" disse timidamente.
"ho...ho preparato i cereali..ne vuoi anche tu?"
lei annui e si sedette di fianco a me.
Quella mattina parlavamo di cose banali come il mio lavoro e il suo colloquio...cercavamo entrambi di evitare l'argomento che più ci premeva poter dire ma senza aver coraggio di dire.

Da quel giorno trascorse una settimana. Avevamo fatto finta di niente e le cose erano tornate pressocchè alla normalità.
Nel frattempo io avevo ottenuto una promozione su lavoro. Alizèè invece aveva ottenuto il lavoro di cameriera in un ristorante vicino.

Quella sera tornai a casa come mio solito appena staccato da lavoro. Ero distrutto, l'unica cosa che volevo era cenare e stendermi nel divano a guardare la partita dei chicago bulls con in mano una birra fredda. Appena varcata la soglia vidi Alizèè rannicchiata in posizione fetale nella poltrona, aveva gli occhi lucudi ed arrossati, doveva aver pianto.
"Che è successo, Ali?" domandai andando preoccupato verso di lei.
Alizèè si alzò lentamente e si avviò in cucina..."ho preparato cannoli ripieni, ti vanno bene?"
"Non cambiare argomento, che è successo? perchè piangi??" ero sinceramente preoccupato per lei, era in uno stato pietoso.
"Ecco, forse è il caso che io e te parliamo un pò di quella notte..."
"Oh, sono contento che hai aperto l'argomento...volevo dirti che mi dispiace e che non accadrà mai più! Sei la mia migliore amica e non avrei dovuto farlo"
A quelle parole il suo volto diventò pr un attimo ancor più contrito...avevo detto qualcosa di sbagliato? pensavo che anche lei la pensasse come me.
"Si, potrà non ricapitare...ma una volta è bastata"
"Vuoi dire che la nostra amicizia è rovinata?!"
"No, non è rovinata...almeno per ora. Quella notta ha lasciato un ricordo...non esiste un modo facile per dirlo ma...Oh cavolo! insomma, per non farla troppo lunga...Christian..." non mi chiamava mai per nome e la cosa mi preoccupò
"Christian...io sono incinta, il bambino è tuo"
Quella fu una vera doccia fredda. La mia mente era un turbinio di pensieri. Un figlio? Sarei diventato padre?? No, non poteva capitare a me! Avevo solo 22 anni e lei 21! REstai in silenzio a metabolizzare la cosa e quando lei mi esortò a parlare scoppiai come un fiume in piena. La attaccai, ero inferocito ma più che altro era la paura che parlava! Le dissi parole davvero poco gentili e poi me ne andai sbattendo la porta.

Rientrai a notte fondo, avevo bevuto parecchio...mi sentivo uno stronzo! Non doveva essere facile neanche per lei ed io l'avevo attaccata così! Questo era stato il primo vero litigio che avevamo avuto in 15 anni di amicizia. Nella mia testa balenavano una marea di cose, la prima fra tutte scusarmi!
Cosa che feci la mattina seguente appena alzato.
In quella settimana continuavo a pensare il da farsi...con un figlio in arrivo tutta la mia vita sarebbe cambiata. Intanto era il caso di comprare una casa che fosse nostra e non temporanea com'era questo appartamento. Così mi detti da fare a trovai la casa che poteva fare al caso nostro. Una settimana dopo ci eravamo trasferiti.

Alizèè sembrava felice della nuova dimora. Avevo lasciato a lei l'onore di arredarla e devodire che ha fatto proprio un bel lavoro.
Ma la vedevo ogni giorno che era preoccupata. Avevamo deciso di tenere il bambino e, anche se fossi stato contrario a tenerlo, lei era fermamente convinta di non abortire e con me o senza di me avrebbe allevato nostro figlio. Ma anch'io la pensavo come lei, anch'io volevo crescere quel bambino.

Un pomeriggio decisi di non andare a lavoro e restare con lei. Mi faceva male vederla così e sapevo che la colpa era unicamente mia.
"Perchè non andiamo un pò in giardino? Oggi è una giornata magnifica"
"non lavori oggi?"
"no, non oggi!"
Uscimmo fuori, il venticello tiepido ci sferzo piacevolmente il volto. Mi sdraiai nell'erba fresca e la invitai a fare altrettanto. Ci sdraiammo e ci mettemmo a guardare le nuvole.
"Come vorresti chiamarlo nostro figlio...se fosse un maschio a me piacerebbe Jordan!" dissi. A quelle parole lei mi guardò radiosa e sorrise
"Non sei arrabbiato per questa cosa?"
"LE cose si fanno in due...non è certo colpa tua! E' stata una svolta del destino che non ero pronto ad affrantore...ma insieme ce la possiamo fare"
"Già...anche se siamo una coppia alquanto strana...una coppia di amici"
"Una splendida coppia di amici"

Da quel giorno in cui l'armistizio fu firmato, le cose tornarono serene. Ovviamente io ero ancora un fascio di preoccupazioni...ma cercavo di non darlo troppo a vedere. Alizèè in questo periodo mangiava,dorimiva,mangiava,dormiva e così via.
Non era raro che, rientrando da lavoro, la trovassi a dormire in qualsiasi luogo.

L'argomento principale era chiaramente il bambino, a come avremmo voluto educarlo, cosa comprare, che nome dargli e cose del genere.

Purtroppo in tutto questo Febo, il mio cagnolone, ci lasciava per passare a miglior vita. Mi mancherà infinitamente. RIP Febo

Passarono i mesi, adesso Alizèè era entrata nell'ultimo trimestre e la pancia era cresciuta in maniera paurosa...sembrava tanto l'ippo della kinder.

In questi giorni ci avevo pensato molto spesso. Volevo che mio figlio nascesse in una vera famiglia [più che altro che avesse il cognome Casiraghi xD n.d.A.]
Così decisi di fare il grande passo...non era certo ciò che avevo programmato nella mia vita, ma ormai ero in bici e avrei dovuto pedalare.
Il momento giusto mi sembro essere la mattina a colazione.
Parlavamo come al solito di che marca di pannolini comprare e lei era assolutamente fissata per la pulizia.
La zittii mettendole un dito sulle labbra e partii
"Alizèè, voglio che nostrofiglio abbia una vera famiglia...se tu sei d'accordo, vorrei che ci sposassimo" e misi in tavola l'anello. Certo, mi rendo conto che non è stata la dichiarazione più romantica...ma la situazione era un pò particolare e insolita.
Ad ogni modo lei mi guardò esterefatta "Ian, ma sei sicuro di ciò che mi chiedi?!Per me il matrimonio è un vincolo sacro e molto importante...è per tutta la vita!"
"si, me ne rendo perfettamente conto e rinnovo la mia proposta"
"Allora è si..."


E così fu...due settimane dopo eravamo già sotto l'arco nuziale a scambiarci promesse di amore eterno...sebbene questo amore tra di noi non vi fosse...

Non potei non notare quanto lei fosse raggiante e bellissima. Sembrava una principessa e quel pancione la rendeva ancor più dolce. In quel momento promisi a me stesso che l'avrei protetta da qualsiasi cosa!


Passato il polverone tutto tornò ai soliti binari. Il matrimonio non aveva cambiato praticamente niente. Noi continuavamo a dormire in stanze separate, non c'erano effusioni di alcun tipo che andassero al di à dell'amicizia. Insomma...eravamo sposati...ma non di fatto come accordi presi in precedenza

Era una sera di pioggia. Io stavo leggendo l'ultimo libro di Dan Brown bevendo un cappuccino. Era un'abitudine che avevo preso, stare seduto in veranda a leggere e sorseggiare cappuccino mi rilassava e così avevo iniziato a praticarlo spesso.
Ma quela sera Alizèè mi chiamò a squarciagola. C'è mancato un soffio che il cappuccino non mi affogasse senza badare ad appoggiare la tazza, l'ho lasciata cadere e sono corso in camera da lei. Ed è stato all'ora che ho conosciuto davvero il significato di 'panico'!
"Chris!!Mi si sono rotte le acque!"
"E dov'è il problema...facciamo riparare il termosifone e diamo una pulita con lo straccio!"
"NO! PEzzo d'idiota...si sono rotte le MIE acque! Sto per partorire!!!"
"Qui? Adesso? ma...ma non so che fare! hanno anche staccato i telefoni stamattina!!"
"Se vuoi stringo le gambe e aspettiamo domani, che dici??"
"Lo puoi fare??"
"certo che posso farlo...posso mandarti al diavolo se non mi aiuti subito a far nascere tuo figlio!!!!"

Dopo un'ora di panico totale finalmente era nato. Un maschietto bello e sano. Aveva gli occhi di Alizèè, di me aveva preso ben poco a dire il vero. Ma era bellissimo! Decidemo di chiamarlo Seth.

"guarda chi sono io! La vedi questa faccia? è la faccia di ..."
"...di un cretino" i interruppe Alizèè ridendo
"no, del tuo papà!"

Le cose con un neaonato non sono certo facili...mi chiedo come faccia la gente a desiderare tutto ciò: pannolini da cambiare, strilli in piena notte, pianti per le coliche, biberon da scaldare...ODDIO!
Ma poi mi basta guardare mio figlio in braccio a sua madre e subito capisco perchè c'è la voglia di far figli.

Ovviamente anch'io mi occupo di Seth...anche i compiti ingrati come pulire il suo puzzolente sederino.

In tutto ciò ho ottenuto un'altra promozione

Le cose sembravano andare bene...almeno i primi 2 mesi. Alizèè in questi giorni è sempre irritabile, triste e cupa. Si illumina solo insieme a Seth.
Io proprio non capisco cosa possa avere...
I litigi sono aumentati notevolmente e la maggior parte è sempre per stupidaggini come per la spazzatura da portar fuori o i piatti da lavare.

La situazione è diventata insostenibili. Sono passati due anni e tra poco Seth festeggiarà il compleanno. In questo tempo Alizèè è spesso andata da uno psicologo che gli ha addiritturas egnato degli anti depressivi. Non so cos'abbia o cosa la renda così infelice...non vuol parlarne con me. L'uniche cose che ci diciamo sono "ho comprato questo, il bambino ha bisogno di pannolini, vai a fare la spesa,etc..."
Spesso tento di chiederle cos'abbia, cosa la tormenta, lei non vuole parlarne e finiamo sempre col litigare. E' andata così anche stasera ma stavolta la lite è stata interrotta da mia sorella Michela che ci è venuta a trovare. A proposito! Michela ha una bimba bellissima di Nome Lara. Ha più o meno l'età di Seth.

So che si è confidata con lei. Così il giorno dopo ho chiesto a Michela di incontrarci a bere un caffè.
"Allora...ti ha detto cos'ha?" ho chiesto senza preamboli
"buongiorno anche a te, fratellone!"
"Si,scusami...buongiorno! come và? tutto ok? il marito? la bimba? bene? Bene! dimmi che ti ha detto Alizèè!"
"ok, ok...mi domando come non tu non ci sia arrivato" si soffermò un attimo per bere il caffè e guardarmi con aria di rimprovero.
"Arrivato a cosa? Per dio la smetti con questo mistero?!"
"Sei suscettible...perchè tanta premura per una semplice amica?"
"Non è una semplice amica...lo sai benissimo!"
"Ah no?"
"NO, si dà il caso che sia la madre di mio figlio!"
"Oh, ci sono persone che odiano la madre di loro figlio nonostante ciò!"
"tira corto"
"Alizèè è innamorata!"
Innamorata?! la cosa mi prendeva totalmente contro piede. Certo..a.veva già avuto storielle ma per ciò che ne sapevo mai si era trattato di amore. Com'era possibile?? Una gelosia prepotente si fece spazio dentro di me. Avrei voluto spaccare la faccia all'uomo per cui alizèè aveva perso la testa
"Innamorata...chi caxxo è questo stronzo?????" urlai nervoso e adirato
"Ehy! CAlmati! perchè ti scaldi tanto...non sarai mica innamorato di lei?!"
"i-io?? ma che diavolo farnetichi"
"e perchè ti scaldi tanto se non sei innamorato?"
non trovai una risposta...
"Vedi, ho ragione io. Sei cieco fratellone. Sei l'unico che non vuol vedere la realtà. Ci siamo accorti tutti che t quella ragazza la ami. L'hai sempre amata!"
"in ogni caso non importa...lei è innamorata, no?!"
"Gà...innamoratissima...di te, idiota!"
Alzai di scatto lo sguardo su di lei come a cercare conferma di ciò che avevo sentito, lei annuì.
"Ci vediamo stasera per il compleanno di Seth. Ciao tesoro!" le detti un bacio sulla guancia e corsi a comprare la torta.
La sera a festeggiare Seth c'erano anche i suoi zii: Michela e Jimmy.
A portarlo alla trota fu Alizèè...che ora guardavo con occhidiversi. Conocchi consapevoli che ciò che avevo sempre nutrito per lei era amore.

Seth bebè:

Verso le 22:00 Seth dormiva nel suo lettino e Michela e Jimmy tornarono a casa.
Una volta soli presi Alizèè per la mano e la portai fuori in giardino.
"che stai facendo? Christian?"
"Shh...non parlare!"
mi inginocchia di fronte a lei e iniziai a tirare fuori i miei sentimenti.
"Alizèè...sono stato proprio uno stupido a non accorgermi di ciò che avevo davanti agli occhi. In vino veritas si dice..se quella notte, al matrimonio di mia sorella, ti ho amata...è perchè quyesta è la verità! Io ti amo e per la seconda volta ti chiedo in moglie..ma non solo come facciata, ma come moglie al 100%, come una donna da amare, come una donna che mi ama...come una vera coppia..."

Vidi i suoi occhi farsi lucidi e in un baleno mi salto al collo
"Si, si,si,si,si,si...ti amo anch'io Ian...sono ann che desideravo sentirtelo dire!"
"quanti anni?"
"Facciamo 10?"
"meglio tardi che mai...ti amo Alizèè"

e dopo 3 anni quasi riassaporai quelle labbra che mai mi avevano abbandonato nei miei sogni notturni..
